Pensieri di una single cosmopolita

C’è sempre qualcosa di più

Rabbia, rancore, nervoso, sono sentimenti che fanno parte dell’animo umano, solitamente scatenati da fattori esterni, situazioni spiacevoli in cui ci troviamo, persone fastidiose che incontriamo.

Altre volte il motivo per cui la rabbia si impadronisce delle nostre giornate è nelle cose non fatte o non dette, quando vorremmo dire qualcosa al mondo ma non ne abbiamo il coraggio o il tempo, quando vorremmo essere in un posto e invece siamo da tutt’altra parte, quando sentiamo che è giusto fare una cosa ma siamo costretti, da chissà quali forze oscure, a farne altre.

Saper dominare le proprie emozioni è sintomo di intelligenza, ma in certi casi è difficile sovrastare l’uragano che imperversa nella nostra mente, dobbiamo continuamente sottostare a delle leggi che qualcuno ha definito per noi, dobbiamo avere comportamenti indotti da un sistema che di NOI, come singoli individui, non sa nulla.

Siamo palline che ruotano all’interno di un quadrato, non possiamo uscire dal perimetro, a volte ci incastriamo negli angoli e abbiamo bisogno di aiuto per liberarci, altre volte confondiamo un lato per un altro e perdiamo l’orientamento, infine, ci sono quelle volte in cui senza accorgerci nemmeno di come sia successo, ci ritroviamo sul bordo del quadrato, vediamo le cose da una prospettiva diversa, chiedendoci cosa sia la cosa migliore da fare, se ributtarti nel quadrato o inoltrarci in un mondo sconosciuto che ci attrae con una intensità inaspettata.

A questo punto, molte persone preferiscono tornare nel quadrato, perchè guardare oltre il proprio giardino è come farsi gli affari degli altri, e qualcuno ci ha insegnato che questo è sbagliato! Poi ci sono quelle altre persone, quelle che non hanno paura di sbagliare, che sanno mettersi in gioco, sanno prendere le carte, riposte in fila per valore e seme, e buttarle in aria, mescolandole, non sanno cosa troveranno, se sarà un re di cuore, o un due di picche, un sei di fiori o un dieci di quadri, sanno soltanto che possono pretendere di più da loro stessi e vanno in cerca di qualcosa.

Nel momento in cui ci si addentra nel qualcosa, non si può più tornare indietro, o meglio, non è più possibile tornare indietro sentendosi sempre la stessa persona…

Nel mio mondo

Persa in un attimo tra finzione e realtà in cui solo a fatica riesco a definire il limite tra quello che è e quello che vorrei fosse.

Ci sono ideali radicati saldamente in me ma a volte, basta un soffio di vento perché le foglie ne coprano l’esistenza, lasciandomi spaesata tra pensieri che non riconosco come miei.

Guardo oltre la finestra della mia camera e vedo un mondo così lontano dal mio, fatto di oggetti inutilizzati, di verità celate, di parole non dette, di occhi che esprimono una cosa e labbra che ne dicono un’altra.

Odio incontrare quelle coppie che non si parlano, non ridono, non scherzano, semplicemente si tengono per mano, perché si sono adattati, vittime di una scelta fatta troppo tempo prima, che li ha resi incapaci di capire che dire basta non è la fine, ma solamente un nuovo inizio.

Essere testimone della loro infelicità, mi rende complice di una generazione che non mi appartiene.

Troppi Ti Amo consumano l’aria, una parola di uso comune che non esprime nulla se non la peregrinazione di una debole emozione, ormai troppo commercializzata su biglietti prestampati e scatole a forma di cuore.

Decidere di usare due parole per esprimere un sentimento così profondo è come fare due passi sulla sabbia e dire di aver attraversato il deserto, è una bugia, detta in modo così inconsapevole da renderla piacevolmente accettabile.

Nel mio mondo, ci sono gesti insignificanti per gli altri, ma intrisi di valori affettivi incommensurabili per me, ci sono sguardi affettuosi, momenti passati a ridere passeggiando per strade, percorse centinaia di volte che assumono un colore diverso, ci sono baci delicati come la brezza estiva che sanno regalare brividi inaspettati, baci intensi come le onde infrante sugli scogli che sanno far dimenticare tutto quello che c’è interno, ci sono sorprese nate solo dalla voglia di stupire e non dalle ricorrenze segnate di rosso sul calendario.

Ci sono anche i momenti in cui la brace della gelosia, dell’incomprensione, della delusione, arde in silenzio, bruciando il poco tempo concesso per aversi, ma spesso, sono solo sintomi di una paura profonda di perdere l’altra persona. Ma quelli, sono fuochi fatui destinati a dissolversi in un abbraccio.

Nel mio mondo, non esiste l’uomo perfetto, e non c’è un modello di ragazzo ideale, perché nemmeno io so quali siano i canoni di perfezione che dovrebbe avere qualcuno per stare con me, è una questione di pelle, d’istinto, di feeling, di farfalle allo stomaco, è quella persone che sa stare perfettamente in equilibrio sulla linea rossa della mia mente, dove da un lato ci sono i pensieri di natura dolcemente shakespeariana e dall’altro i pensieri che incarnano il male baudelairiano, senza alcuno sforzo, semplicemente esistendo.

A proposito dell’amore…
Il ventunesimo secolo è l’era del sesso libero, ovvero il periodo storico in cui maggiormente il sesso è considerato
come un modo di esprimere se stessi e non solo come il raggiungimento di uno status di massima intimità tra due
persone.
Avventure extra coniugali con l’idraulico chiamato per un improvvisa perdita, giornalini porno rubati distraendo
l’edicolante, il gioco dell’infermiera e il dottore fatti nell’intimità dei propri appartamenti, appartengono al passato.
Oggi abbiamo il cyber sesso, you porn, i virtual toy shop, basta un click del mouse per poter vedere video
amatoriali o leggere fumetti hentai, i siti di incontri in cui, specificare che, “si cerca solo per qualche ora in allegria
senza inibizioni”, è un modo per far risparmiare tempo a donne e uomini in carriera che non hanno voglia di una
relazione seria.
L’industria del sesso fa fatturati astronomici per il semplice fatto che l’unica cosa rimasta invariata negli ultimi 2000
anni è la voglia maniacale dell’uomo di varcare i cancelli di venere per esplorarne il contenuto, in lungo e in largo e
perché le donne continuano a credere che attraverso il sesso si possa ottenere tutto.
E nel mentre che le donne cercano disperatamente di raggiungere il successo vendendo i propri gentil servigi al
miglior offerente, l’uomo si impegna per rendere la propria vita una continua corsa verso il sesso, cercano la donna
che sappia stupirli, che sappia fargli provare qualcosa di sconvolgente, che inneschi in loro il brivido della
perversione, cercano La dea del sesso. Una figura mitologica scaturita dalle loro menti, una donna la cui fantasia
galoppante si è persa nei meandri dell’eden e compito degli uomini valorosi riportarla alla realtà, sperando in un
ringraziamento degno di Jessica Rizzo.
Gli uomini vogliono una donna che sia apparentemente intelligente, ma successivamente abbastanza stupida da
concedersi alla seconda uscita.
Deve essere un’amante perfetta, cimentarsi nelle arti orali solo se richiesto dalla potente mano maschile che con
fermezza spinge il loro capo verso il basso ventre, deve essere in grado di amarli a ore, a volte minuti, insomma, il
tempo necessario per raggiungere l’orgasmo.
Poi deve dimenticarsi di loro, non deve chiamare, né cercarli, deve essere la donna invisibile altrimenti da
“intraprendente amazzone del sesso” diventa “la scema che mi sono portato a letto e che ora non mi lascia più
stare”.
Purtroppo per gli uomini, le donne amazzoni sono piuttosto rare, generalmente le sceme vanno per la maggiore, si
innamorano di un uomo a prescindere dalle sue doti e dal suo comportamento, una volta che si sono concesse
non possono più fingere di non sentirsi legate.
Nella mente femminile si attiva la modalità “fidanzatina” nel momento stesso in cui hanno un rapporto carnale con
l’altro sesso, per loro è come se i due corpi stringessero un patto indissolubile, e in genere, è proprio in
quell’istante che l’uomo perde una parte dell’interesse che prima nutriva nella donna.
È un gioco infinito che dura da millenni, si è acuito negli ultimi anni per colpa della mancanza di inibizioni della
società moderna, che considera parte del sistema l’incapacità degli esseri umani di amare spassionatamente e
senza secondi fini.
Questa realtà è così preponderante che hanno addirittura inventato una serie di nuove malattie, come l’amoressia,
o la philofobia, cercando di convincere le persone al bisogno di essere curate da questo problema e si comportano
proprio come se l’essere umano avesse realmente smesso di amare.
I canali mediatici affrontano molto più spesso l’argomento del divorzio piuttosto che quello del matrimonio, parlano
di come superare le pene d’amore piuttosto di come imparare ad esprimere i propri sentimenti, ci insegnano che
prevenire è bene mentre rischiare è troppo pericoloso quando dovrebbero insegnarci a non aver paura di rischiare
in amore perché niente da più soddisfazione del pensare di averle provate tutte, ci propinano telefilm pieni di
tradimenti e mistificazione, almeno cinquant’anni fa i film erano predisposti ai lieto fine con in mezzo un grande
amore ostacolato da guerre o dal ceto sociale, ora l’ostacolo da superare sono sempre amanti voluttuose ed
estremamente disponibili che intralciano i piani di tenere donne impacciate e tendenti alla clausura.
I tempi sono cambiati, ma l’amore è cambiato? la poligamia fa parte del processo evoluzionistico o stiamo
regredendo?
Continuo a credere che l’amore sia una forza capace di cambiare le cose, forse in qualche raro caso, forse
solamente nelle persone che ci credono ancora, magari solo per pochi eletti, ma il semplice fatto che qualunque
cosa facciamo sia, in modo diretto o indiretto, volta ad attirare l’attenzione di qualcuno, significa che l’amore è
ovunque, basta solo smettere di averne paura e viverla senza pensare alle conseguenze. Perché per quanto
possiamo cercare di nasconderci dall’amore, in qualche modo, assurdo e inaspettato, lui ci troverà, e allora non
potremo più scappare.

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